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Tmutarakan'
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mwcaTmutarakan' (in mwcqalfabeto cirillico: mwcgТмутаракань; in mwcwucraino: mwdaTmutorokan' , in cirillico mwdqТмуторокань) è il nome russo di un'antica città situata sulla mwdgpenisola di Taman', nell'attuale mwdwterritorio di Krasnodar della mweaFederazione russa, di fronte all'odierna mweqKerč, in una posizione che controllava il Bosforo Cimmerio (odierno mwegstretto di Kerč) fra il Ponto Eusino (mwewmar Nero) e la palude Meotide (mwfamar d'Azov). In russo moderno si dice Tmutarakan' per indicare un luogo lontano e poco importante).cite-ref-1[1].

Contents

Storia
Note

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Storia

Colonia greca

La città era originariamente la colonia mwiwgreca di Ermonassa (in mwjaalfabeto greco: Ἑρμώνασσα) fondata a metà del mwjqVI secolo a.C. da coloni provenienti da mwjgMitilene o mwjwionicite-ref-han-2-0[2], Benché vi siano prove che anche altri popoli abbiano partecipato alla fondazione, compresi i mwlaCretesi.

Qualche chilometro a est di Ermonassa sorgevano le città di mwlgFanagoria, importante centro fondato da coloni di mwlwTeo, e di mwmaPanticapea. Queste città erano fra i più importanti empori commerciali del mwmqRegno del Bosforocite-ref-3[3]. Ermonassa fiorì per qualche secolo come testimoniano gli edifici e le strade risalenti a questo periodo riportate alla luce dagli scavi archeologici, così come un ritrovamento di monete del mwngIV secolo a.C.cite-ref-4[4]. Ermonassa era anche un centro del culto bosforico di mwowAfroditecite-ref-5[5]cite-ref-6[6]. Gli scavi rivelano infine un'estesa riprogettazione e ricostruzione della città nel mwraII secolo d.C..

Il regno del Bosforo fu per secoli uno stato cliente dell'mwrgImpero romano, di cultura greca, ma influenzato anche dai mwrwSarmati. Commerciava con i popoli dell'interno, fra cui gli mwsaAlani.

Invasioni barbariche

Ermonassa fu distrutta dagli mwswUnni, che posero fine al mwtaRegno del Bosforo e sconfissero gli mwtqAlani che vivevano nei dintorni nel mwtg375/mwtw376.

Alla fine del mwuqV secolo anche l'impero degli Unni si dissolse e l'area passò di nuovo nella sfera dell'mwugImpero romano d'Oriente.

Nel mwvaVI secolo, tuttavia, l'area passò sotto il controllo dei mwvqBulgari.

Fortezza cazara

In seguito all'occupazione della regione da parte dei mwxqCazari nel mwxgVII secolo, la città fu ricostruita come fortezza con il nome di Tamantarkhan, da cui deriva il nome mwxwbizantino della città, Tamatarcha. Le fonti arabe chiamano, invece, la città Samkarš, o Samkarš al-Yahud ("Samkarš l'ebrea", letteralmente "la giudea"), a indicare che la maggioranza del commercio era gestito da mwyaEbreicite-ref-7[7]. Altre varianti del nome erano mwzqSamkerš e mwzgSamkušcite-ref-8[8].

Fortificata con possenti mura di mattoni e nota per un buon porto, Tamatarkha era un grosso emporio commerciale. La città controllava buona parte del commercio fra il mwbaNord Europa e l'mwbqImpero bizantino e la mwbgCiscaucasia. Alcune vie commerciali andavano verso sud-est fino all'mwbwArmenia ed ai paesi islamici, altre si collegavano verso est con la mwcavia della seta. Fra gli abitanti c'erano mwcqgreci, mwcgarmeni, mwcwrussi, mwdaebrei, mwdqosseti, mwdglezghi, mwdwgeorgiani, e mweacircassi.

Tamatarkha divenne sede di diocesi nel mwegVIII secolo sotto la giurisdizione di mwewCostantinopoli e ottenne il titolo di metropoli nel mwfaX secolo.

Dopo la distruzione del mwfgRegno cazaro da parte di mwfwSviatoslav I di Kiev a metà del mwgaX secolo, i Cazari continuarono ad abitare l'area. La "Lettera Mandgelis", una lettera in mwgqebraico datata mwggAM mwgw4746 (985–986) si riferisce al "mwhanostro signore David, il principe cazaro": un piccolo principato cazaro di mwhqreligione ebraica si era stabilito nella penisola di Taman' e Tmutarakan' ne era la capitale. Lo staterello fu scoperto dagli ambasciatori della Rus' i quali consultarono il principe in materia religiosa e gli diedero notizia della conversione al Cristianesimo di mwhgVladimiro I di Kiev, avvenuta circa nello stesso periodo.

Principato Rus'

La città fu conquistata dalla mwjgRus' di Kiev verso la fine de mwjwX secolo: la data e le circostanze esatte della conquista sono sconosciute. La mwkaCronaca di Ipazio menziona Tmutarakan' come una delle città che mwkqVladimiro il Grande diede in appannaggio ai suoi figli: tale circostanza colloca la conquista certamente prima della morte di Vladimiro nel mwkg1015cite-ref-9[9].

Un figlio di Vladimiro, mwmaMstislav Vladimirovič di Černihiv fu principe di Tmutarakan dal mwmq988 al mwmg1036. Durante il suo regno fu edificata una chiesa di pietra, dedicata alla mwmwTheotókos. Gli scavi suggeriscono che fu costruita da maestranze bizantine e presenta similitudini con la chiesa che Mstislav aveva fatto costruire a mwnaČernihivcite-ref-10[10].

Dopo la morte di Msistlav, si succedettero alcuni principi, ognuno dei quali regnò per un breve periodo. mwogGleb Svjatoslavič ricevette il governo della città da suo padre mwowSviatoslav II di Kiev; risalirebbe alla sua epoca la mwpapietra di Tmutarakan', una controversa lapide scoperta nel 1792 su cui fu fatta incidere la distanza tra la città e mwpqKerč.cite-ref-11[11] Nel mwqg1064, Gleb fu cacciato dal rivale Rostislav Vladimirovič che a sua volta fu costretto a fuggire mentre Gleb si avvicinava alla città con un esercito comandato da suo padre. Una volta tornato indietro l'esercito di Sviatoslav, tuttavia, Rostislav espulse di nuovo Gleb. Durante il suo breve governo, egli sottomise i mwracircassi locali (detti Kasogi) e altre tribù locali. I suoi successi provocarono i sospetti del vicino mwrqThema Cherson nell'odierna mwrgCrimea, un funzionario del quale avvelenò Rostislav nel mwrw1066cite-ref-12[12].

Successivamente il controllo di Tmutarakan' tornò al mwtqprincipe di Černihiv mwtgSviatoslav IIcite-ref-13[13] e poi al mwuwPrincipe di Kiev, mwvaVsevolod I. Nel mwvq1079 Sviatoslav II nominò un governatore (mwvgmwvwposadnik), il quale fu però ucciso due anni dopo da mwwaDavide Igorevič e da mwwqVolodar' Rostislavič, che s'impadronirono della cittàcite-ref-14[14]. mwxgOleg Svjatoslavič, esiliato a mwxwBisanzio durante questo periodo turbolento, ritornò a Tmutarakan' nel mwya1083 e cacciò gli usurpatori, assumendo il titolo di "mwyqarconte di Cazaria", e pose la città sotto il controllo nominale di Bisanzio. Egli coniò tuttavia a proprio nome delle rozze monete di argento, con una mwyglegenda in cirillico. Nel mwyw1094, come Mstislav prima di lui, tornò alla Rus' per rivendicare il trono di Černihiv.cite-ref-15[15]

Durante questo periodo i principi fecero coniare monete di bronzo e d'argento a imitazione di quelle bizantinecite-ref-16[16].

Impero bizantino

Durante il mw1wXII secolo la città venne isolata dal resto del territorio mw2aRus' dall'invasione dei mw2qCumani nelle steppe della Rus' meridionale.

L'interesse bizantino per Tmutarakan', invece, si conservò: se prima il controllo veniva esercitato attraverso la serie dei principi mw2wrurichidi clienti dell'Impero; ora fu esercitato in modo diretto. Il motivo di questo interesse erano i depositi a cielo aperto di nafta (come allora si chiamava il petrolio) nell'area e questo era un ingrediente essenziale della principale arma dei Bizantini, il mw3afuoco grecocite-ref-17[17]. Fino alla fine del XII secolo le autorità bizantine proibirono ai loro mw4qpartners commerciali genovesi l'accesso alla città, da loro chiamata mw4gMatregacite-ref-18[18].

Nel mw6aXIII secolo Tmutarakan' passò all'mw6qImpero di Trebisonda, che si era staccato dall'Impero bizantino.

Colonia genovese

Nel mw8aTrecento la regione passò sotto il controllo mw8qgenovese come parte della colonia di mw8gGazaria. In particolare Matrega era amministrata dalla famiglia mw8wDe Ghisolfi.

La città fu conquistata dal mw9qcanato di Crimea nel mw9g1482.

Dominazione turca e russa

Dalla fine del mw-qCinquecento al mw-g1783 il luogo fu sede di una fortezza mw-wottomana. Il territorio costituiva un mw-asangiaccato subordinato all'mw-qelayet di Caffa.

Nel mw-w1791 il territorio divenne russo. Fu assegnato prima ai mwaqaCosacchi Zaporoghi e poi a quelli del Mar Nero, che vi fondarono la mwaqemwaqistanica di mwaqmTaman'.

Nel mwaqu1792 un contadino trovò una stele con un'iscrizione che descriveva come il principe Gleb avesse misurato il mare da Tmutarakan' a mwaqyKerč' nel mwaqc1068. Gli scavi archeologici del sito iniziarono solo nel mwaqgXIX secolo e sono continuati a allora. Il livello delle abitazioni supera i dodici metri.

Nell'arte

A Tmutarakan' sono ambientate molte scene dell'opera mwaqsmwaqwLa fiaba dello zar Saltan di mwaq0Rimskij-Korsakov.

Note

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